Di nuovo con voi un’altra volta, per continuare a parlare di vecchie e nuove esperienze. Non è necessario ripetere tutto ciò che è stato detto prima, ma è importante sottolineare concetti fondamentali, che ricorderemo e su cui ci soffermeremo poco a poco. Questa volta parleremo di come recuperare una lesione muscolare da strappo.
Metteremo realmente in pratica e in funzione la Sizen e il ruolo che ha in questo tipo di trattamenti. Di seguito vi spiegherò un caso reale. Probabilmente uno dei più sorprendenti che ho avuto nei miei 27 anni di carriera, e uno dei più memorabili.
La storia inizia già da un po’, quando un giorno squilla il telefono e una persona inizia a raccontarmi la sua situazione e la sua curiosa diagnosi.
Tra gli altri aspetti, e come dati interessanti, questo paziente mi racconta che durante la pratica dello sci ha subito una caduta e ha sentito un forte rumore. Subito dopo ha avvertito una forte sensazione che qualcosa si fosse rotto nella parte posteriore della gamba, nella zona dei polpacci e del soleo.
Dopo vari esami, oltre ai tipici movimenti e ispezioni, sono stati effettuati test più approfonditi a causa della gravità e delle sensazioni riportate, e gli è stata diagnosticata: una rottura parziale delle fibre del muscolo gastrocnemio (più comunemente noto come polpaccio) nella gamba destra, ma con la “curiosità” della lunghezza di questa rottura… 18 cm.
18 cm di rottura del polpaccio!
Ma come sempre mi succede, la curiosità ha la meglio, così come le sfide. Quindi accetto la sfida di trattare questo paziente. Apparentemente dato per spacciato dall’ortopedico. Fissiamo una visita e ci mettiamo al lavoro. Inizio a pensare a un piano per migliorare, recuperare e rendere funzionale la gamba. Una parte importante nel processo di recupero sarà affidata ai benefici della pressoterapia.
Dopo la prima visita, in cui ci aggiorniamo e raccogliamo i primi dati e informazioni, ci sono due cose chiare:
1.- La rottura, per zona e lunghezza, richiederà cure diverse sotto molti aspetti, e una forte dose di impegno da entrambe le parti.
2.- La lesione è presente da tempo, quindi gli aspetti di mobilità e drenaggio saranno molto importanti. La mancanza di attività e movimento provoca un’atrofia della zona che porta ad altre lesioni e fastidi causati da questa carenza. È interessante sottolineare che la pressoterapia funziona, ed è molto indicata per questo tipo di patologie.
Come recuperiamo questa lesione muscolare?
Dalla prima visita, a causa dell’atrofia della zona, ci concentriamo soprattutto sul recupero del movimento e sul miglioramento della circolazione e del drenaggio, affinché la zona inizi poco a poco a recuperare l’aspetto precedente.
Pian piano, con il coinvolgimento del paziente in tutti gli aspetti, il recupero inizia a dare i suoi frutti; dopo alcune sedute vediamo come funziona la riabilitazione, possiamo osservare alcuni aspetti e segni molto positivi nella gamba.
L’applicazione della pressoterapia in ambito fisioterapico in questa lesione si è rivelata molto importante, poiché si tratta di una lesione di lunga durata. Ciò comporta immobilizzazione, un successivo periodo di riposo e una progressiva attivazione; per questo il lavoro di mobilizzazione, sia attiva che passiva, è fondamentale. Ed è qui che la pressoterapia entra come elemento chiave.
Ci offre un movimento della zona e dei suoi organi rispettivi di vitale importanza, sia per il recupero stesso che per le attività successive. La pressoterapia è rivolta a queste persone. La pressoterapia ha avuto un ruolo importante, poiché per la vita quotidiana, e soprattutto per svolgere attività sportive, le gambe hanno sempre un ruolo protagonista. Per questo, il drenaggio e la circolazione che ci offre la pressoterapia sportiva sono molto importanti nel processo di recupero da una lesione muscolare.
In sintesi, da una lesione che abbiamo iniziato a trattare qualche mese fa, dove tutte le previsioni erano negative, dove probabilmente sarebbero rimaste conseguenze come: zoppia e quasi sicuramente il paziente non avrebbe potuto tornare a svolgere attività sportive o di media intensità…
Abbiamo recuperato il 70% della mobilità in 2 mesi!
Con la partecipazione del paziente siamo passati a una vita normale. Praticamente non si ricorda più della sua lesione. Con un recupero dopo 2 mesi di trattamento del 70% circa e del 100% a 6 mesi.
Ricordate che la dimensione della rottura era di 18 cm, il polpaccio era quasi completamente lacerato.
Questo ci ricorda: non bisogna mai arrendersi, MAI! Tanto meno quando si parla di come recuperare una lesione muscolare.
C’è sempre qualcosa che si può fare, c’è sempre un’alternativa, e il nostro impegno e la nostra costanza ci portano sempre in luoghi che non avremmo mai immaginato… Ogni sforzo ha la sua ricompensa!
Jordi Langa
N. 10492



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